A LI CENSORI…(der sistema)

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Me piaceresse dì a tutti sti stupidi censori che noi che penzamo, nun semo trasgressori de una legge, de n’decreto o d’un regolamento; è solo che è cretino er nostro parlamento; ce vorrebbe tappà a bocca e pure li penzieri, ma noi nun semo bischelli, nun semo nati ieri!!! C’avemo er diritto de parola e lo usamo; se p’poi ve ce mettete pure voi, che famo? E succede che so’ cazzi amari, che ve pensate che stamo cor culo a ponte, mentre ce bastonate? Dovete da sapè che quanno er…

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‘A ragà…

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…e noi semo italiani mica pe’ sbaglio, no come a quelli che se so’ messi er bavaglio o come ar Conte che se riempe er portafoglio! Noi semo italiani veri, nun se fasemo mette prigioneri; semo i padroni, delle città e de li quartieri nun semo er popolo deficiente quello che de sto virus nun ha capito niente, dovemo da uscì tutti quanti, liberamente e se quarcuno ce volesse bloccà er passo famoglie capì che nun semo er popolo sottomesso, denunciamoli st’infami e mannamoli a processo. Valerio Villari Valerio VillariChi…

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Tragicamente ridicolo

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Abbiamo tutti paura di una malattia, chi non ne avrebbe (?) ed allora, doverosamente, ne abbiamo anche della Covid e sappiamo però, che ogni giorno muoiono, centinaia, migliaia di persone per tante altre malattie ed alle vittime di queste, misteri della sanità italiana, non è riservato lo stesso trattamento a disposizione dei positivi asintomati al SARS-COV-2. Cifre anch’esse elevatissime, quelle relative ai ricoverati per altri mali, ma a loro nessuna angoscia è dovuta, nessuna attenzione eppure anche loro soffrono e tanto ed in qualche caso, molto più da chi affetto…

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Il circo Pandemico

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Una frase che spesso ho letto ed ascoltato è: “vieni a farti un giro in ospedale e poi ne riparliamo”. Ora, a parte la stupidità di una simile risposta, adesso accade che molte persone lo stanno facendo, stanno facendo più di un giro negli ospedali, in moltissimi ospedali e non trovando nulla di quanto dichiarato pubblicamente da impostori in malafede, vengono minacciati di denunce o, nella migliore delle ipotesi, vengono additati come manipolatori dell’opinione pubblica. Loro? Semplici cittadini che hanno sete di verità? Viene chiesto anche di andare a fare…

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Er messaggio!

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E io, volendo te posso pure capì, ma nella vita mia nun devi interferì! Io mica te sto a dì, de nun mette la mascherina, pe m’me te poi pure soffocà, fai quello che te piace, ma nun me venì a rompe li cojoni co’ sta manfrina che a te de l’artri nun te ne frega niente e me dispiace. Per questo nun me devi da venì a parlà der senso civico, che fino ieri, quando nun ce stava sta strana malattia, a te de l’artri, te lo ripeto, nun…

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Follia?

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E non era un dubbio quello che lo attanagliava, no! Più passavano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni, i lustri ecc… insomma, più passava il tempo, più si convinceva di esserlo. Folle! Eppure nessuno avrebbe mai potuto, anche soltanto sospettare che lo fosse, ma lui stesso ne era certo e, cosa alquanto insolita, non aveva nessuna remora nell’affermarlo, confermarlo a chiunque. Se non fosse stato per quel briciolo di etica che ancora possedeva, lo avrebbe fatto stampare sui propri biglietti da visita, immediatamente sotto il nome proprio come…

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Non muore chi ama

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Se la mente ferma il tempo qualunque cosa si faccia appare vana. Tutto appare immobile, niente si muove. Tutto diventa trasparente, ma anche opaco, tetro. Il limite di sopportabilità è superato ormai da un pezzo; l’orgoglio vuole scavalcare la diga della razionalità. Il fiume della volontà deve tornare a percorrere la discesa verso la valle della tranquillità. Una vita cambia in un momento così come nello stesso momento possono distruggersi tutti i sogni o, forse, realizzarsi, ma niente, comunque, è certo. Tutto appare come irto di difficoltà; sembra di passeggiare…

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Elucubrazioni

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Quanto è triste la consapevolezza di non saper esprimere ciò che si pensa così come si vorrebbe e, comunque, nel modo più adeguato al contesto. Provo lo stesso disturbo che si potrebbe avvertire stando seduto nello scompartimento di un vagone ferroviario completamente travolto dal ritmo del rumore, sempre lo stesso, che giunge dai binari. Lo stesso fastidio che si prova quando, durante una notte insonne, lo stillare di un rubinetto difettoso entra nei timpani impedendoti anche il minimo pensiero. Non sono capace, devo prenderne atto, di scrivere per come desidererei…

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