Anche Roma brucia: bombe carta e idranti, scontro tra Polizia e manifestanti

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Scene di guerriglia in Piazza del Popolo, in strada anche gruppi di estrema destra

Bombe carta, sirene, petardi e la carica con gli idranti della Polizia. In piazza del Popolo, a Roma, la guerriglia temuta è arrivata. La carica ha sorpreso il gruppo di manifestanti ai quali si sono confusi militanti di Forza Nuova incappucciati che discutevano se andare in piazzale Flaminio e restare in piazza del Popolo a Roma.

A piazza del Popolo è arrivato il corteo partito da piazza Cavour, e capeggiato da alcuni esponenti della Lega, e poi si è sciolto. Sono rimasti alcuni piccoli gruppi di persone. Tra i presenti anche i leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino.

Dopo la carica con gli idranti e la devastazione in piazzale Flaminio e via Giambattista Vico, con cassonetti spaccati e in fiamme, il corteo ha lasciato piazza del Popolo per disperdersi verso il lungotevere.

Fonte

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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