Covid, Emiliano a Sky TG24: “Verso la chiusura delle scuole in Puglia”

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Il presidente della Regione Michele Emiliano annuncia la decisione “molto dolorosa”. Ma “oggi abbiamo toccato il picco massimo storico, abbiamo quasi 800 nuovi contagiati”. Ordinanza in vigore dal 30 ottobre.

Una decisione “molto dolorosa”. Così Michele Emiliano ha annunciato a Sky TG24, all’interno della trasmissione “I numeri della pandemia”, la decisione della Regione Puglia di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado per contrastare l’emergenza coronavirus. L’ordinanza sarà in vigore a partire da venerdì 30 ottobre. “Oggi abbiamo toccato il picco massimo storico – ha detto Emiliano – abbiamo quasi 800 nuovi contagiati”. “Resterà possibile la didattica in presenza solo per chi deve frequentare i laboratori e per i ragazzi più fragili che hanno bisogno della così detta didattica speciale”, ha aggiunto.

Restano aperte le scuole dell’infanzia

A chiudere per abbracciare la didattica a distanza, ha spiegato Emiliano, saranno tutte le scuole, dalle elementari in su. Resteranno invece aperte le scuole dell’infanzia “che non hanno obbligo di frequenza e nelle quali raccomandiamo tutte le famiglie di portare i loro figli solo se assolutamente necessario per i loro equilibri di vita”. “Nelle scuole primarie abbiamo numeri pesantissimi – ha aggiunto Emiliano motivando la decisione – abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole. C’è una coincidenza temporale e un incremento dei contagi scolastici, che sono centinaia e centinaia, che corrisponde alla diffusione del contagio all’interno dei nuclei familiari che in questo momento sono i focolai principali che ci sono in Puglia. Questa coincidenza è obiettiva. Stiamo comunicando questa decisione al Governo e appena questa comunicazione arriverà a destinazione adotteremo i provvedimenti relativi. I numeri dei contagi scolastici, almeno in Puglia, sono altissimi”. 

“Ci prepariamo a ondata straordinaria”

“I numeri di questa seconda ondata sono molto superiori a quelli che chiunque aveva potuto prevedere, sicuramente superiori a quelli di marzo e aprile – ha aggiunto Emiliano – Quindi ci stiamo predisponendo ad andare ben oltre il piano di potenziamento delle terapie intensive che ci è stato autorizzato, peraltro con grande parsimonia, dal governo. Di terapie intensive ne faremo molti di più. Attualmente abbiamo 700 persone in ospedale, pensiamo che per la fine di novembre avremo 2500 persone in ospedale. Un numero straordinario che secondo il nostro giudizio sarà uguale in tutta Italia”. Il governatore della Puglia ha aggiunto: “Noi ci stiamo preparando ad un’ondata formidabile, questo è bene che lo si sappia, e ci stiamo predisponendo adottando le misure che mano a mano sono necessarie. Abbiamo una grande capacità di trasformazione degli ospedali e questo ci ha consentito di tenere fino ad oggi attiva l’attività ordinaria, perché non si muore solo di Covid”. 

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Fonte

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.