De Luca ha paura! Quando si dice che le manifestazioni non servono!

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“Lockdown? Mi incendiano le strade”! Ha risposto l’Arlecchino pro-mask a Boccia

Campania, De Luca-Boccia: super litigata. “Lockdown? Mi incendiano le strade”

L’emergenza Coronavirus continua in tutta Italia. Le misure restrittive regionali decise dal governo non bastano. Il numero dei contagi aumenta (si ricorda ai lettori imbavagliati pro-mask che Contagi, Positivi e Asintomatici, non significa “appestati”…) così come quello dei decessi e gli ospedali sono ormai al limite, con i posti in terapia intensiva che scarseggiano sempre di più (..nonostante esistano prove del contrario, come afferma lo stesso dott. Zangrillo in questo video):

Per questo nell’incontro Stato-Regioni andato in scena ieri, i toni sono stati parecchio accesi. La riunione ha visto uno scontro durissimo – si legge sul Corriere della Sera – tra Boccia e il governatore Vincenzo De Luca, nervoso perché oggi stesso la Campania lascerà la zona gialla per entrare in una fascia superiore di rischio, arancione o rossa. Napoli è allo stremo, gli ospedali scoppiano eppure il presidente ha detto no al ministero della Difesa che offriva alla Regione un ospedale da campo. E Boccia ha perso la pazienza: «Enzo guarda che è un aiuto, non un affronto. Se non accetti io ti faccio scrivere da Borrelli, il commissario metterà nero su bianco che a te l’ospedale da campo non serve… Ma se dici no, te ne assumi la responsabilità ». E via così, una botta dopo l’altra.

De Luca – prosegue il Corriere – ha lamentato che il governo gli avrebbe mandato solo sette medici e il ministro lo ha redarguito: «Perché la Toscana è riuscita a reclutare medici e infermieri e voi no? Il bando lo abbiamo fatto per tutti». Poi Boccia lo ha spronato a fare nuove restrizioni e l’esponente del Pd ha opposto un altro rifiuto: «Quando ho fatto il lockdown mi si sono incendiate le strade! Senza ristori ci sarebbero altri scontri». E il ministro lo ha invitato a distinguere: «Una cosa sono i ristoranti veri, un’altra è il lavoro nero. Eppure ricorderai che a marzo il governo aiutò tutti”.

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Quando si dice che le manifestazioni non servono a nulla, che gli scontri (che comunque non approvo…), non conducono ad alcun risultato, spesso mi limito a sorridere. D’altro canto, ricordo bene, sono stato educato anche con qualche ben paizzato e sonoro ceffone!

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.