Disumanizzante

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Questa forma statale di dittatura socio-sanitaria che si basa sulla cessione di una parte della propria libertà a una entità terza (lo Stato) e che offre in cambio sicurezza e protezione attraverso strumenti non sempre adeguati, il più delle volte inutili, si fonda esclusivamente sulla paura della morte, il timore di essere annientato dall’ “Altro”, il timore della libertà infinita dell’ “Altro” alla quale solo le istituzioni possono porre dei limiti!

Maggiore sarà il timore di morire, maggiore sarà la volontà spontanea di affidare la propria vita nelle mani di qualcuno che dovrà proteggerla.

L’equazione di questo genere di stato sembra una sintesi perfetta del disegno politico attuale perché i termini sono: salute in cambio di obbedienza.

In questo senso, chi dissente (il disobbediente) diventa il nemico da abbattere, l’untore che dovrebbe essere processato e condannato a morte o, quanto meno, precludergli fondamentali diritti quali quello del voto, ad esempio, o di cure presso la sanità pubblica.

Lo stato osserva, il popolo litiga!

Chi pone quesiti, diventa criminale e la scienza, nel frattempo, ci riduce a semplici numeri, ad un modello di vita meramente biologica tanto da dover essere preservata quale valore scientifico e non sociologico, ma la vita non è solo biologia.

Questa forma di disumanizzazione, entro cui è la scienza a decidere cosa sia giusto o sbagliato, prescindendo dalle individualità che rendono umano qualunque soggetto, rischia di assumere lo stesso valore che ebbero le giustificazioni scientifiche alla base dell’idea hitleriana!

Una scientocrazia dominante è il rischio in gioco!

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Considerare l’uomo solamente sotto l’aspetto biologico equivale ad ucciderlo socialmente ancor prima che fisicamente; la morte dell’ “IO” a favore di un “NOI” biologico che sarebbe destinato a vivere nell’oblio della sicurezza di morire sano, grazie ad una scienza che sa operare ed anche molto bene, sui piani del cuore e della mente!

Tuttavia e in ogni caso, l’unica cosa che ci rimane per terminare questo stato di cose e non farci assorbire è quella di mantenere vivo il proprio spirito critico, quello in opposizione e quel senso di frustrazione, spesso d’inadeguatezza che tutti quanti noi “dissidenti” proviamo.
Perché solo mantenendosi “umani” in questo presente è possibile immaginare uno scenario non più distopico come l’attuale.

Accorgersi dell’errore, anch’esso umano, della valorizzazione dell’uomo esclusivamente sul piano biologico da parte della scienza e prenderne le distanze, e resistere, almeno nella mente, è una delle poche soluzioni, se non l’unica, che abbiamo in questo momento, poiché non essendosi ancora stabilito un orizzonte collettivo e condiviso, anche la resistenza diventa un fatto personale, quindi individualistico e quindi, attualmente criminalizzabile e la possibilità di diventare gli unici responsabili della propria schiavitù, ma anche della propria liberazione e del proprio benessere può essere plausibile, è necessario però, fare attenzione, perchè in questo marasma disumanizzante, nella confusione socio-politica che stiamo attraversando, il soggetto che ci fornisce gli strumenti per resistere può avere lo stesso aspetto di quello che ci opprime (La scienza).

 

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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