“I lockdown non hanno ridotto la mortalità per COVID, ma hanno ucciso milioni di posti di lavoro”

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Non è che per una persona mediamente intelligente dovrebbero esserci dubbi a riguardo, ma leggiamo con attenzione questa disanima:

Mentre i media annunciano un enorme aumento dei “casi” in Usa  (oltreché in Europa, che ci obbliga star chiusi a Natale a causa di questa parola evanescente, “I Casi” ) sembra vietato fare questo esercizio di logica: i trumpiani che a Washington hanno partecipato alla  One Million March, senza mascherine e in irresponsabile assembramento, entro tre settimane saranno ridotti a molti meno, perché falciati dalla “pandemia” di cui si sono infettati a vicenda.  Moltissimi moriranno. Quanti? Roberto Speranza ha paragonato il Covid alla peste: mortalità 50  per cento.

Aspettiamo dunque a pié fermo le notizie sulla strage che comincia fra gli elettori di The Donald. Non l’aumento di “casi”, come strillano i media; i morti, vogliamo.

Ma se poi i decessi non s’impennano, e si continua a denunciare una crescita di “casi” parola dietro cui si rivelano per lo più asintomatici o con sintomi lievi, allora l’esercizio della logica dovrebbe indurre a chiedere: a cosa servono i confinamenti, i carcerari lockdown, gli obblighi di residenza coatta per popolazioni intere, le mascherine, i distanziamenti sociali?

Perché evidentemente le draconiane misure non hanno alcun effetto né sulla diffusione della “Pandemia”, né soprattutto sul suo contenimento.

Di fatto,  “i lockdown non hanno ridotto la  mortalità da Covid né la sua diffusione; ma hanno ucciso milioni  di posti di lavoro, provocando devastazione economica diffusa, fallimenti e perdite estremamente gravi di reddito, e di redditività”.

Un articolo del Mises Institute (santuario del liberismo ideologico), deve ammettere che nella federazione americana, “gli stati con rigidi blocchi NON sono riusciti a provocare meno morti covid per milione rispetto agli stati meno severi. Sono riusciti a distruggere di più le rispettive economie”.

La cosa è incresciosa perché i governatori che hanno attuato lockdown duri e durissimi tendono ad essere quelli democratici;  gli Stati che, dopo la prima eruzione del Covid, hanno riaperto anticipatamente la vita sociale ed economica, tendono ad essere repubblicani – e oggi vanno meglio economicamente, hanno perso meno posi di lavoro, hanno subito meno fallimenti.

Per esempio: i primi (democratici con confinamento duro) hanno una disoccupazione del 10,5 %, mentre gli stati con governatori conservatori l’hanno limitata al 6,6.  

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Disoccupati: stati trumpiani (rossi) e democratici (blu)

Di più: le minoranze etniche hanno  subito una mortalità maggiore,per il semplice fatto che “non  hanno la possibilità  di stare a casa per lavorare”: lavoratori manuali non possono farer lo smart-working. Anche durante i lockdown, “gli operai sono stati “là fuori” a lavorare, compresi quelli oltre la sessantina, la categoria a rischio  – il confinamento ha portato il peggior attacco alla classe operaia da mezzo secolo”, dicono due biostatistici, Martin Kuldorff e Jay Battachria .

Il lavoro da casa, smart, è un lusso dei colletti bianchi.

Dunque c’è un risvolto di classe nelle misure di confinamento duro?

Peggio, è evidente la politicizzazione delle restrizioni, dice Bhattacharya :

Quando sono scoppiate in primavera le proteste di Black Lives Matter 1.300 epidemiologi hanno firmato una lettera  aperta in cui affermavano che quegli assembramenti  erano coerenti con una buona pratica di salute pubblica; e sono gli stessi epidemiologi che hanno premuto per la messa in quarantena”, il lockdown duro.

Anche negli stati democratici si assiste all’imposizione, da parte dei governatori, di divieti arbitrati e cervelloticamente oppressivi che sfiorano la violazione costituzionale della libertà di culto: il Nevada, dove prospera(va) Las Vegas ha vietato le funzioni, ma non l’entrata ai casinò. Il governatore della California ha  ordinato che, durante la festa  del Ringraziamento, le riunioni devono includere non più di tre famiglie, invitati inclusi, e devono essere tenute all’aperto, e durare due ore o meno”.

Rimane il fatto che in Usa come in Europa, le misure più dure di restrizione  hanno devastato i redditi di milioni di famiglie senza diminuire affatto la mortalità covid rispetto a misure più blande.

La logica vorrebbe che si facesse finita con queste misure, inutili sul piano medico e gravissime   per l’ecnomia.

Che invece i governanti, dappertutto in Occidente, rendono sempre più dure.  Il 18 novembre, il Bundestag  tedesco  modificherà la legge vigente sulla protezione dalle infezioni, rendendola draconiana.

Dalla bozza di apprende che sarà messa fine dell’inviolabilità della privata abitazione; ristretta la libertà religiosa, di riunione, di spostamenti e viaggi, sotto la sorveglianza delle forze armate. E si teme che presto sarà resa obbligatoria la vaccinazione, col vaccino comprato dalla Von der Leyen  in 300 milioni di dosi.  (qui il progetto di legge: bundestag duro )

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Elemento che dovrebbe indurre ad una domanda logica: come mai è vietato l’uso della idrossiclorochina con la motivazione che non ci sono ancora studi sche escludano la sua pericolosità, mentre  il potere non trova pericoloso iniettare un vaccino per nulla  sperimentato?

Ma come dovreste sapere, se una misura non serve a curare il virus, vuol dire che serve a qualcos’altro.  Ma per saperlo, dovreste usare la logica.

E ciò – usare la logica  – vi fa attaccare  come complottisti, negazionisti,  ossessi,  anche  squilibrati mentali da tutti quegli apparati  di volontari che si stanno prodigando per combattere le fake news sul Covid – con una frenesia e ferocia  che, noi vecchi ricordiamo, si scatenò solo  per l’11 Settembre : e che sempre più decisamente tendono a  minacciare  di far intervenire la “giustizia” palamara, o il deferimento all’ordine dei medici, per imporre la versione ufficiale sulla “pandemia” e sull’aumento dei “casi”.

Quello che stanno instaurando questi volontari è un Terrore, per ora in piccolo: far tacere, chiudere la bocca  alle opinioni in dissenso, vietare che vengano espressi dubbi sulla “terapia” che devasta vite umane di milioni di disoccupati.

Un sondaggio britannico ha mostrato l’effetto del bombardamento mediatico terrorista:  le persone credono che l’età media alla quale sono morte le vittime di Covid sia 6,5 ​​anni , mentre in realtà è 82,4, circa un anno in più rispetto all’aspettativa di vita media) e circa il 41% pensa che Covid sia stata la più grande causa di decessi nel Regno Unito nel 2020. Ragion  per cui in Gran Bretagna un laburista  esige che siano colpiti  penalmente e con richiesta di danni i social media che non censurano i post contro il vaccino.

Il divieto di far domande, di trarre le conclusioni logiche dai fatti sotto la minaccia della polizia, è il carattere del totalitarismo. Nell’assenza di una reazione civile dell’opinione pubblica, del tutto improbabile, instaurano il Grande Terrore.

A sinistra qualcuno, sembrerebbe, aver compreso:

Fonte

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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