Il coprifuoco dei sindaci ora è un mistero

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L’Anci ha cannoneggiato verso mezzanotte: “E’ uno scaricabarile, non lo accettiamo”. Il suo rappresentante, Decaro, sindaco di Bari, ha rincarato la dose stamane parlando a Radio Capital: “Governo scorretto, decideremo il coprifuoco con le Asl, mai più nelle cabine di regia col governo”. Ma a chi spetta davvero decidere le chiusure dei vituperati luoghi della movida?

Già, perché tra la bozza, le parole in conferenza stampa di Conte e la versione definitiva del dpcm sparisce ogni riferimento ai primi cittadini. Nell’articolo 2-bis sparisce la frase “I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21.00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento” e lo stesso articolo 2-bis diventa: “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico”.

Già, disposta, ma da chi? Se lo chiede anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori che twitta: “Nel testo definitivo è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c’era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa. Ma non si dice a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare.”

Il giallo si infittisce grazie ai retroscena che raccontano di una promessa notturna di modifiche al testo finale, fatta in una telefonata dallo stesso premier Conte al presidente dell’Anci Decaro. Mentre aspettando che si sbrogli la matassa, fioccano le rimostranze dei sindaci come Luigi De Magistris (Napoli) e Melucci (Taranto) per i quali attuare il coprifuoco è “decisione non praticabile”, “non gestibile” dai primi cittadini.

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Fonte: HuffPost

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.