Il Covid provocherebbe, anche, disturbi mentali

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Lo evidenzia uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry; l’indagine ha scoperto che almeno una persona su cinque fra quelle che hanno avuto la Covid-19 sviluppa un disturbo mentale nel giro di tre mesi dalla positività.

Ma si sono sbagliati sicuramente… in realtà a provocare disturbi mentali a cinque persone su cinque è la devozione al Santo Conte ed al suo discepolo Speranza che, attraverso i media da loro finanziati, spargono il virud della demenza in ogni casa già affetta da “mancanza di capacità di analisi critica-costruttiva”; praticamente la metà del popolo italiano non si è ancora reso conto di appartenere ad un gregge imbagliato.

Ma, detto ciò e lasciando da parte l’ironia, che tanto ironica non è, sembrerebbe che a questo risultato, quello oggetto del titolo del post, tra l’altro molto pesante ci siano giunti i ricercatori della Oxford University e della britannica National Institute for Health Research Oxford Health Biomedical Research Center, analizzando oltre 70 milioni di pazienti negli Stati Uniti, all’interno del quale hanno evidenziato un gruppo di 62.354 persone positive al virus fra il 20 gennaio e il primo aprile e che non hanno avuto bisogno di essere ospedalizzate. 

Hanno così scoperto che il 18% di quei pazienti ha anche ricevuto una diagnosi di patologia mentale in una finestra oscillante fra i 14 e i 90 giorni dopo la diagnosi (…chissà cosa ne pensano i vari Briatore e Berlusconi e quelli che sono venuti e verranno dopo di loro. Un possibile elenco sarebbe troppo lungo!). Una soglia spaventosa che dà l’idea della dimensione in cui la positività può in certi casi condurre le persone.

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SOPA Images Getty

Gli scienziati hanno comparato i dati con i pazienti che soffrivano di sei altre condizioni come fratture e influenza di stagione, diagnosticate nello stesso periodo. Scoprendo che la propensione di un paziente Covid a sviluppare un disagio di quel tipo per la prima volta si è rivelato doppio rispetto agli altri pazienti. Insomma, la pandemenza può colpire ferocemente non solo l’organismo ma anche la mente (chissà se ci penseranno adesso, tutti questi personaggi famosi, prima di auto-dichiararsi “infetti”…). Ma di cosa si tratta di preciso? Si va dall’insonnia ai disturbi dell’ansia fino alla demenza, queste almeno le diagnosi più frequenti in quel gruppo di pazienti analizzati dopo la ripresa dalla sindrome legata al virus.

Non basta. Dalla ricerca è emerso anche un rapporto inverso: le persone che invece già soffrivano di qualcuna di queste condizioni, per esempio di disturbo da deficit attentivo e iperattività, biopolarismo, depressione o schizofrenia, sembrano aver fatto segnare una tendenza più elevata del 65% di poter essere contagiati. Su questo, ovviamente, il terreno è effettivamente minato.

Che ci stia arrivando addosso, e anzi si sia già scatenato, uno tsunami di problemi mentali per la pandemia lo sappiamo da mesi, gli esempi li abbiamo sotto gli occhi tutti quanti, tutti i giorni. Basta scendere in strada, infatti, per vedere pecorelle imbavagliate che vagano lontano dai pascoli, in cerca del loro pastore, quasi certamente impegnato a scrivere un altro DPCM… Questioni psicologiche che colpiscono tutti: chi ha avuto la Covid-19, chi ha perso un famigliare o un amico spesso senza neanche poterlo salutare per l’ultima volta, chi più semplicemente ma non meno duramente ha visto saltare gran parte delle abitudini e delle attività che davano linfa alla propria vita, sia in chiave quotidiana che come stile di vita più ampio.

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da-kuk Getty Images

“Sappiamo, comunque, da precedenti pandemie che le difficoltà mentali caratterizzano spesso i sopravvissuti e questo studio mostra le stesse conseguenze anche dopo la Covid-19, non c’è da stupirsi” spiega Til Wykes dell’Istituto di psichiatria del King’s College di Londra, un esperto esterno alla ricerca, alla Mit Technologica Review. Dovremo dunque prepararci per i prossimi mesi e anni, anche in termini di supporto diffuso sul territorio. Quello che l’indagine ha scovato è solo “la punta di un iceberg”.

Ripeto e confermo: Povera la nostra Italia!!!

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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