Il Covidiota perfetto, ovvero l’Obbediente

Una covidiota che legge
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Il Covidiota perfetto non è solamente quello che indossa la mascherina, c’è dell’altro.

Nella società della “Mascherina”, sono cresciuti a dismisura, ormai sono la maggioranza, quelli che si sono adattati alle restrizione imposte dal potere in modo perfettamente amebico e lo hanno fatto al punto tale, che chiunque cercasse loro di spiegare i mali del conformismo, verrebbe tacciato, a sua volta, di essere nella migliore delle ipotesi “uno che ha paura” e che quindi “nega” la realtà (da qui “negazionista”), quella realtà che solamente i “mascherinizzati” possono confutare. Eppure basterebbe far notare quanto siano identici uno all’altro per far sorgere qualche perplessità relativamente al loro modo di “essere”

Ognuno di loro, ma non ne sono consapevoli, il sistema attuale ovvero la società che tutto e tutti conforma sotto l’egida del diritto alla salute, di una pan”demenza” mai esistita in precedenza, è stato sottoposto ad una lavanda cerebrale che li ha regressi allo stato di “ovino covidiota”.

Non si può distinguerli uno dall’altro, non tanto per il plurinominato straccetto che indossano indefessamente quale simbolo della loro sottomissione al “cane pastore” di turno, quanto per la loro totale  somiglianza intellettuale (ragionano, pensano ed agiscono tutti allo stesso modo…), quindi si è reso necessario trovare un termine che li definisse al meglio cercando con ciò di descrivere le caratteristiche di questa nuova tipologia di essere scarsamente senziente e così sono stati definiti quali: “Covidioti”.

Il termine, all’inizio di questo triste periodo storico, era stato coniato per “gli altri”, quelli cioè che avevano, hanno, la triste abitudine di porsi domande, cercando risposte che soddisfino la logica di quanto sta accadendo, con il tempo però, è divenuto l’appellativo degli “ovini” di cui sopra.

Un Covidiota

Covidiota, oggi è, chi obbedisce al cane pastore, tutto quel gregge mascherinizzato, terrorizzato dai continui e ringhiosi DPCM e dai falsi allarmismi creati dai media ufficiali.

Il Covidiota non ha una precisa posizione sociale, (come dicevo non lo si può distinguere da un altro…), per quanto lo riguarda qualunque problema della società è da attribuire a chi non obbedisce al potere.

Il Covidiota non considera alternative possibili riguardo nessun aspetto della propria vita; tutto e tutti sono conformi a quanto viene propinato dai media di regime

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Il Covidiota se lo inciti a pensare in modo più logico, ti chiede che studi hai fatto, quali titoli possiedi ecc…ecc… perché la sua vita ha bisogno di essere “comandata” da chi, secondo il suo fine intelletto, possiede titoli per farlo; in parole povere non è in grado di decidere autonomamente per se stesso, senza domandarsi, stranamente, se i suoi capi, quelli che ha eretto a tali, posseggono quei titoli che tanto cerca negli altri.

Il Covidiota indossa la mascherina correttamente, ma la cambia ogni tre quattro giorni, qualcuno di loro utilizza la stessa da inizio pandemenza, però sostiene di essere protetto e di proteggere.

Il Covidiota ha sempre con sé un disinfettate in spray o gel pronto all’utilizzo in caso di contatto con “untori”, ovvero quelli che non fanno parte della società dei mascherinizzati.

Il Covidiota utilizza i guanti per toccare il cibo quando va a fare la spesa e non sa che quel cibo è stato toccato da decine, forse centinaia di persone prima di lui e, comunque, giunto a casa, si dimentica della pandemenza e lo maneggia senza lo strumento di lattice.

Il Covidiota ha un impiego statale, regionale o comunale; comunque percepisce un reddito certo ed è per questo che non si pone minimamente il problema dell’impatto economico negativo che la pandemenza sta provocando.

Il Covidiota è credente, sia affida alle mani del Signore, prega costantemente, ma è d’accordo alla chiusura delle chiese; troppi pii potrebbero infettare le statue dei santi.

Il Covidiota, essendo obbediente alle leggi, denuncerebbe pure sua madre nel caso in cui contravvenisse alle regole; il governo lo sa e lo utilizza quale “agente di sorveglianza” a costo zero.

Il Covidiota, pensa che l’attuale Presidente del Consiglio, sia il suo Salvatore ed èaltresì convinto che tutti i DPCM emanati, oltre che ad essere utili come carta ignienica, siano stati creati per proteggerlo dagli effetti della pandemenza.

Il Covidiota accetta di non abbracciare i propri cari, anche di non vederli per mesi, perché così facendo li proteggerebbe, ma non lo fa perché così pensa, piuttosto perché il suo presidente glielo ha ordinato.

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Il Covidiota è un virologo, ma non comprende che un virus passa attraverso le maglie della mascherina che indossa.

Il Covidiota, se legge qualcosa che va contro le sue idee, ne cerca gli errori grammaticali perché deve in qualche modo rendere inservibile tutto quanto dimostri la sua deficienza culturale.

Il Covidiota trascorre il suo tempo nei social alla ricerca di persone a cui augurare morte e malattie e lo fa perché ne ha terrore e deve colpevolizzare altri per qualunque cosa possa accadergli

Il Covidiota sa che se lui dovesse morire, anche se ciò accadesse dopo essere stato investito da un auto in corsa, nel caso in cui risultasse positivo al tampone, altro feticcio che tanto adora, dopo la mascherina, verrebe inserito nelle statistiche delle vittime Covid e per lui sarebbe come aver ricevuto una medaglia all’onore.

Il Covidiota, ha sempre un parente che è morto di Covid o, nella migliore delle ipotesi, che è stao in terapia intensiva.

Il Covidiota ha sempre un amico dottore, virologo o infettivologo o, al peggio, infermiere che comproverebbero, giustificandole, le proprie paure.

Il Covidiota, è convinto di essere indiscutibilmente altruista oltre che buono.

Il Covidiota crede che un vero amico, in sua presenza, debba indossare la mascherina, altrimenti creerebbero assembramento e ciò non è permesso dalle non-leggi dei DPCM e se lo incontra per stada sta attento a che si trovino ognuno nel marciapiede opposto all’altro; il saluto a distanza per lui è la maggiore dimostrazione di affetto e umanità (si chiama Distanziamento Sociale…)

Il Covidiota quando si ammala, si chiede il perché dal momento che ha sempre obbedito agli ordini impartiti: è talmente tanto idiota da non aver ancora compreso che quegli ordini servivano proprio a quello; a farlo ammalare.

Il Covidiota ignora di essere un covidiota e quindi non esisterebbero covidioti.

Essere Covidioti è un’arte, non tutti possono diventarlo e quelli che non ne sono stati in grado, sono tutti di Estrema Destra o, al meglio “Untori” della peste nera!

Non è facile essere Covidioti, occorre una preparazione intellettuale che…. anzi no, occorre non avere intelletto e ciò non è da tutti!

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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