Il doppio giallo dell’orologio di Conte. Cosa non torna, il sospetto sui social

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L’orologio di Giuseppe Conte fa impazzire i social e scatena i complottisti. Perché durante la conferenza stampa di ieri sera, iniziata poco dopo le 21.30, il suo Eberhard Extra Fort – questo pare sia il modello al polso del premier – segnava le 17.55 o giù di lì. A testimoniarlo le immagini da Palazzo Chigi.

Ma allora non era una diretta? Era tutto registrato, comprese le domande dei giornalisti? Queste alcuni dei sospetti in pieno tenore cospirazionista che serpeggiano sui social. Peccato, fa notare qualcuno, che le lancette dell’orologio di Conte non sembrano muoversi per tutta la diretta e la successiva conferenza stampa. Insomma, o è rotto o non è stato caricato. Giallo risolto? Nemmeno per sogno. Perché anche stamattina le lancette al polso di Giuseppi, in videocollegamento con l’assemblea annuale dell’ANIA, segnavano un orario sbagliato, ma diverso rispetto a quello di ieri sera: a occhio le sette meno dieci. E anche qui l’ora non cambia per tutta la diretta. 

Fonte

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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