Il fallimento di IMMUNI

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Che fine ha fatto Immuni? Fortunatamente, molti hanno deciso di non installarla ed attivarla sul proprio smartphone, evitando partecipare a quel progetto di contact tracing che, come tutto riguarda questa crisi sanitaria, non si è dimostrato efficace né capillare, tantomeno utile. Anche il ritmo dei download ha improvvisamente subito una battuta d’arresto, arrancando quando il traguardo dei 10 milioni sembrava ormai a portata.

Immuni e il brusco stop dei download

7 milioni il 5 ottobre, 8 milioni meno di una settimana più tardi, 9 milioni nella seconda metà del mese scorso. Poi il brusco stop. Oggi sono 9,884 milioni, stando ai dati aggiornati dal Ministero della Salute al 22 novembre. Giù inevitabilmente anche le notifiche inviate.

Si aggiunga che il profilo Twitter ufficiale di Immuni ha fortemente rallentato le pubblicazioni rispetto alla cadenza quasi giornaliera di inizio autunno: nessun nuovo post dal 20 ottobre. Silenzio.

Ci siamo trovati più in fretta di quanto preventivato a dover fare i conti con la seconda ondata dei contagi e le iniziative per il tracciamento dei contatti non hanno funzionato come auspicato. Non si commetta però l’errore di attribuirne la responsabilità esclusivamente alla scarsa partecipazione da parte della cittadinanza: è solo la presa di coscienza della farloccaggine di simili proproste accolte solamente dalle vittime della psicosi da pandemenza.

L’adozione di Immuni ha frenato proprio quando ci sarebbe stato più bisogno dell’app., secono gli ipocondriaci ragionamenti del farlocco governo attualmente al potere. Un paradosso che si spiega solo con un senso di sfiducia nell’efficacia della tecnologia e di tutto quanto l’operato dei buffoni di regime, andato serpeggiando nel momento in cui lo spauracchio di COVID-19 è tornato a palesarsi, ma non come avrebbe desiderato il CTS composto da zanzarologi più o meno famosi, come pianificato durante i lunghi mesi che hanno seguito la prima fase della falsa emergenza. A poco è servita quell’apertura verso l’interoperabilità europea che oggi coinvolge Italia, Germania, Irlanda, Lettonia, Danimarca, Croazia e Spagna. Un’occasione persa. Meno male!

Fonte: Immuni

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Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.