Il terremoto in Irpinia e Basilicata del 23 novembre 1980

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Ricordo quella sera. Mio padre guardava il telegiornale, come tutte le volte che rientrava a casa dal lavoro. All’epoca possedeva due imprese; un bar ed una fabbrica di attrezzature per l’edilizia. Le due attività erano situate in zone limitrofe e la seconda si trovava all’interno di un grandissimo scantinato, sotto l’edificio dove avevano sede le società del mio genitore. In quel magazzino, in una cui ala erano stipate tutte le scorte del bar, dunque cibo e bevande per moltissimi giorni, forse qualche settimana, ci recammo quella sera, unitamente a tutta la parentela che abitava in città! Sotto ad un edificio siamo al sicuro, diceva mio padre. Noi vivevamo a Palermo, della scossa non avevamo avvertito nulla, ma mio padre disse che sarebbe potuto accadere anche in Sicilia e quindi era meglio proteggersi. Nella notte, dopo che le sorelle riuscirono a convincerlo della mancanza di pericolo, tornammo nelle nostre case.

LE NOSTRE CASE…

Già noi avevamo una casa, mentre gli sfollati erano migliaia in Irpinia, i morti anche. L’Italia, da quel momento non sarebbe mai più stata la stessa. Imparammo tutti quanti il valore di ogni attimo. Prendemmo atto della caducita della vita e di quanto fossimo inermi innanzi alla potenza della natura. E la natura si era “arrabbiata”, proprio come sta accadendo adesso in questo periodo di crisi mondiale, motivi differenti, è vero, ma che hanno un denominatorie comune; il DENARO, quel “divino male” da tanti adorato e per cui si sono sacrificati, negli anni, milioni di vite umane.

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Ricordo bene quei momenti e se la paura ancora, in me ragazzotto 14enne, da un lato non aveva avuto lo stesso impatto che nei componenti della mia famiglia, dall’altro, mi diede la consapevolezza dei bisogni che quelle popolazioni avrebbero avuto. Chiesi a mio padre se potesse aiutare in qualche modo, lui non se lasciò dire due volte, fece qualche telefonata a clienti e fornitore delle sue aziende, che avevano sede nelle regioni vicine a quelle vittime del sisma ed attraverso un serio passaparola, fecero giungere sul luogo escavatori ed operai per aiutare negli scavi.

L’Italia cambiò, le nostre vite cambiarono. Sempre siamo e resteremo quel popolo capace di ri-sollevarci innanzi ad immani tragedie, ma dobbiamo viverle, dobbiamo vederle, non ci lasciamo prendere in giro dalla stampa e dalle televisioni, questo lo fanno quelli che in qualche modo, possono vivere serenamente, senza preoccuparsi di niente e di nessuno; gli egoisti insomma, coloro i quali danno valore solamente al proprio orticello.

Alcune prime pagine di giornali dei giorni successivi al 23 novembre ormai divenute famose.

L’Italia è cambiata, ma non certi italiani purtroppo. In seguito a quel tragico evento si succedettori numerosi scandali di ordine politico-economico, molte teste crollarono, altre si affacciarono alla ribalta del teatro della politica. In ogni caso, come sempre, qualcuno guadagna, altri perdono anche quando ci sarebbe solamente da piangere.

L’Italia non cambia. Non cambierà mai, fino a quando non verrà posto in disuso l’attuale sistema politico, figlio di truffe e macchievelliche cospirazioni ai danni del popolo!

IL VIDEO

Discorso del Presidente Sandro Pertini nel quale denunciò il ritardo e le inadempienze dei soccorsi nel terremoto in Irpinia del 1980 ed esortò gli italiani alla solidarietà verso i poveri terremotati.

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Immagini dal documentario di Rai Storia “23 novembre 1980 – Obiettivo Irpinia”.

QUALCHE NUMERO

  • 2.735 vittime
  • 9.000 feriti 
  • 394.000 senzatetto 
  • 6 paesi completamente devastati
  • 77.342 case distrutte
  • 275.263 gravemente danneggiate 
  • 479.973 lievemente lesionate
  • 57 miliardi di lire complessivamente stanziati dallo Stato per la ricostruzione 
  • 50.000 unità militari impegnate nei soccorsi 
  • 110.000 posti letto in 32.000 roulottes
  • 27.000 posti in scuole o altri edifici pubblici 
  • 10.000 posti letto in 2.018 prefabbricati leggeri e 626 containers 
  • 31.739 senzatetto emigrati
Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.