Impatto delle misure connesse alla COVID-19 sulla democrazia, sui diritti fondamentali e sullo Stato di diritto

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Impatto delle misure connesse alla COVID-19 sulla democrazia, sui diritti fondamentali e sullo Stato di diritto.

il 13 Novembre il Parlamento europeo ha approvato questo documento nel quale, fatte le dovute considerazioni invita gli stati membri a:

  considerare la possibilità di uscire dallo stato di emergenza o di limitare in altro modo il suo impatto sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali,
   valutare le norme costituzionali e istituzionali in vigore nei rispettivi ordinamenti interni alla luce delle raccomandazioni della Commissione di Venezia, ad esempio passando da uno stato di emergenza de facto basato sulla legislazione ordinaria ad uno stato di emergenza costituzionale de jure, prevedendo quindi migliori garanzie di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali in caso di emergenza(48); definire esplicitamente in un atto legislativo, in cui viene mantenuto uno stato di emergenza de facto, gli obiettivi, il contenuto e la portata della delega di potere dal legislativo all’esecutivo,
   garantire che sia la dichiarazione che l’eventuale proroga dello stato di emergenza, da un lato, sia l’attivazione e l’applicazione dei poteri di emergenza, dall’altro, siano soggette a un efficace controllo parlamentare e giudiziario, tanto interno quanto esterno, e assicurare che i parlamenti abbiano il diritto di sospendere lo stato di emergenza(49),
   garantire che, in caso di trasferimento di poteri legislativi all’esecutivo, gli atti giuridici emessi dall’esecutivo siano soggetti ad una successiva approvazione parlamentare e cessino di produrre effetti se non ottengono tale approvazione entro un determinato lasso di tempo(50); affrontare l’eccessivo ricorso ad un processo legislativo accelerato e di emergenza, una questione sottolineata anche dalla Commissione nella sua relazione sullo Stato di diritto del 2020 (COM(2020)0580),
   esaminare come garantire meglio il ruolo centrale dei parlamenti in situazioni di crisi e di emergenza, in particolare il loro ruolo nel monitoraggio e nel controllo della situazione a livello nazionale,
   prendere in considerazione l’opinione della commissione di Venezia secondo cui i parlamenti devono tenere le loro sessioni plenarie e non dovrebbero consentire la sostituzione temporanea dei deputati né ridurre la loro presenza (anche se proporzionalmente)(51);
   esaminare le riflessioni della commissione di Venezia sulle elezioni e valutare la possibilità di ricorrere a metodi di voto a distanza, quali il voto per corrispondenza, il voto su Internet, le urne elettorali mobili e il voto per delega, nonché il voto anticipato, in particolare in caso di pandemia;
Leggi pure:   De Luca ha paura! Quando si dice che le manifestazioni non servono!

…e molto altro ancora, riguardante le libertà personali.
Il link da seguire per il documento è questo: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0307_IT.html?fbclid=IwAR3ZpwgDoTa8whzaMsc1MwfEUiiBkwMpZ0WWk7b1rIySGBgyCYAeBdj3Crk

Qui in basso potrete sfogliarlo nel formato PDF:

 


 

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.