Le MASCHERINE proteggono davvero? Il DOSSIER CHOC di nove studi sperimentali e del confronto tra 41 paesi

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Non è la prima volta che affrontiamo l’argomento mascherine, la loro inutilità ed in qualche caso la loro pericolosità nel loro utilizzo indiscrimanto relativamente alla falsa protezione dal virus pandemente politico-sociale, caratteristica che con il tempo viene dimostrata da sempre più numerevoli studi a riguardo. Adesso altri studi si aggiungono a confortare le nostre tesi, contrarie a quelle del governo farlocco che vorrebbe imporci un TSO nel caso decidessimo di non vaccinarci.

Pubblicato uno studio che combina risultati sperimentali ricavati da nove studi e dal confronto tra 41 paesi. E un dossier CDC: l’85% dei malati Covid indossava sempre o spesso la mascherina

In situazioni di laboratorio controllate, le mascherine facciali sembrano funzionare bene nel ridurre la diffusione del coronavirus e di altri virus respiratori. Tuttavia alcuni studi sperimentali dimostrerebbero che nella realtà quotidiana le mascherine hanno tutto un altro impatto. Vediamo i risultati ottenuti combinando i dati sperimentali di nove studi e confrontando gli effetti in 41 paesi. 

Le MASCHERINE proteggono davvero? Il DOSSIER CHOC di nove studi sperimentali e del confronto tra 41 paesi

Pubblichiamo estratto traduzione articolo di Paul Glasziou* e Chris Del Mar** per “The Conversation” – Face masks cut disease spread in the lab, but have less impact in the community. We need to know why

Le mascherine in una situazione di laboratorio controllato funzionano, in una comunità di persone hanno un impatto ridotto

Il mondo reale è più complesso di una situazione di laboratorio controllata. Le persone devono indossare una determinata mascherina, nel modo giusto, nei momenti e nei luoghi giusti. L’impatto nel mondo reale delle mascherine per il viso sulla trasmissione dei virus dipende non solo dal comportamento del virus, ma anche dal comportamento delle goccioline di aerosol in diversi contesti e dal comportamento delle persone stesse. Sulla base delle prove attuali i professori di Medicina e Salute Pubblica della Bond University Paul Glasziou e Chris Del Mar ritengono chel’impatto sulla comunità sia modesto e potrebbe essere meglio concentrarsi sull’uso della mascherina in situazioni ad alto rischio.”

La correlazione tra tassi di infezione e persone che indossano le mascherine può essere fuorviante

Il semplice confronto dei tassi di infezione nelle persone che indossano mascherine con quelle che non lo fanno può essere fuorviante. Un problema è che le persone che non indossano mascherine è più probabile che siano meno ligi a comportamenti prudenti ed è meno probabile che rispettino il distanziamento sociale. Le persone più preoccupate spesso si attengono a diversi comportamenti protettivi: è probabile che evitino la folla e rispettino le distanze sociali oltre a indossare maschere.

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Questa correlazione tra indossare la mascherina e altri comportamenti protettivi potrebbe spiegare perché gli studi che confrontano i portatori di mascherina con quelli che non indossano la maschera (noti come “studi osservazionali”) mostrano effetti maggiori rispetto a quelli osservati negli esperimenti. Parte dell’effetto è dovuto a questi altri comportamenti.

L’esito di 9 studi ha riscontrato una riduzione solo dell’1% delle malattie simil-influenzale tra i portatori di mascherina rispetto a coloro che non la indossano

Il modo più rigoroso, ma difficile, per valutare l’efficacia delle mascherine è prendere un grande gruppo di persone e chiedere ad alcuni di indossarle e ad altri di no, in un cosiddetto esperimento controllato. Abbiamo scoperto che nove studi di questo tipo sono stati condotti per malattie simil-influenzali. Sorprendentemente, se combinati, questi studi hanno rilevato solo una riduzione dell’1% della malattia simil-influenzale tra i portatori di mascherina rispetto a coloro che non la indossano e una riduzione del 9% dell’influenza confermata in laboratorio. Queste piccole riduzioni non sono statisticamente significative e sono molto probabilmente dovute al caso.

Uno studio in 41 Paesi sulle politiche di gestione dell’emergenza, ha dimostrato lo scarso impatto generato dall’introduzione dell’obbligo della mascherina 

Lo studio più completo effettuato tra diversi paesi sull’efficacia delle mascherine per l’infezione da Covid-19 è un confronto dei cambiamenti delle politiche, come l’allontanamento sociale, le restrizioni di viaggio e l’uso di mascherine, in 41 paesi. Ha riscontrato che l’introduzione di una politica di obbligo di mascherina ha avuto scarso impatto.

Ci sono 4 fattori che potrebbero diminuire l’effetto delle mascherine

1 Le mascherine standard proteggono solo il naso e la bocca in modo incompleto e inoltre non proteggono gli occhi.

L’importanza della protezione degli occhi è illustrata da uno studio sugli operatori sanitari in India, dove nonostante la protezione da maschere chirurgiche a tre strati, il lavaggio delle mani con alcol, guanti e copriscarpe, 12 lavoratori su 60 hanno sviluppato COVID-19. Con schermi per il viso che forniscono protezione per gli occhi, oltre ai dispositivi di protezione individuale, nessuno dei 50 lavoratori è stato infettato nonostante il carico di lavoro più elevato.

2 Non ci sono studi che dimostrino che le mascherine proteggano gli altri dai “droplet”

Nella nostra revisione sistematica abbiamo trovato tre esperimenti che hanno valutato quanto efficacemente l’indossare la maschera protegga gli altri, ma nessuno di questi ha riscontrato un effetto evidente. I due studi in famiglie dove un soggetto con influenza indossava una mascherina per proteggere gli altri hanno addirittura riscontrato un lieve aumento delle infezioni influenzali; e il terzo studio, nei dormitori dei college, ha riscontrato una riduzione relativa non significativa del 10%.

3 Le mascherine perdono efficacia già dopo un’ora

Ma abbiamo anche poche ricerche su quanto a lungo sia efficace una singola maschera. La maggior parte delle linee guida suggerisce circa quattro ore, ma gli studi sui batteri mostrano che le maschere forniscono una buona protezione per la prima ora e già arrivati alle due ore funzionano poco. Sfortunatamente, non siamo riusciti a identificare ricerche simili che esaminano i virus.

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4 Parlare a voce alta

Parlare con tono di voce alto utilizzando la mascherina potrebbe ridurre l’effetto di protezione garantito dalla stessa nei confronti delle persone che abbiamo di fronte.

* Professore di Medicina, Bond University;
** Professore di Salute Pubblica, Bond University.

Fonte: The Conversation

Secondo il dottor Alberto Donzelli, un uso prolungato delle mascherine sarebbe dannoso per la salute: il virus potrebbe giungere in profondità nei polmoni e negli alveoli

 

Secondo il dottor Alberto Donzelli, specialista in igiene e medicina preventiva, ex direttore SC Educazione alla Appropriatezza ed Evidence Based Medicine ASL Milano, per 3 anni al Consiglio superiore di Sanità e esperto di valutazioni comparative di efficacia, di sicurezza e sul rapporto costo-efficacia delle tecnologie sanitarie in uso nelle cure primarie, le mascherine sarebbe addirittura pericolose per la salute delle persone

L’estratto del video in cui il Dottor Donzelli spiega perché l’uso prolungato di mascherine può essere dannoso: “Il 95% di quello che emette un soggetto potenzialmente infettivo viene schermato. La domanda cruciale è: dove va a finire quel 95% che viene schermato? Viene in parte reinalato. C’è il rischio che la persona si faccia da sé i cicli di amplificazione, se continua a tenere a lungo questa mascherina. Continuando e reinalare i propri virus (tra cui l’attuale Sars CoV-2, ndr) li può spingere in profondità nei polmoni e negli alveoli dove non dovrebbero arrivare perché nelle vie respiratorie superiori ci sono le difese innate adattative che ‘stendono’ la maggior parte dei germi che noi andiamo a impattare con la respirazione”.

“Se il Covid è presente nell’organismo si può avere un’esplosione infiammatoria e un aggravamento”

Se arrivano troppi virus negli alveoli polmonari e si moltiplicano senza resistenza, quando arrivano dopo 10-14 giorni gli anticorpi delle difese adattativa invece di trovare poco virus ne trovano una quantità (intendendo grande, ndr) e scatenano una battaglia ma anche creando un’infiammazione altissima. Si nota questo in molti casi di soggetti che dopo un inizio blando hanno un’esplosione infiammatoria e un aggravamento”.

Studio CDC: l’85% dei malati Covid usava sempre o spesso la mascherina

A supporto di questa tesi a settembre è stato pubblicato uno studio di Cdc, l’importante organismo di controllo federale sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America. Lo studio del Cdc, anche se non testato su numeri estesi di casi, spiega che il 70.6% dei soggetti che si sono ammalati di Sars-CoV-2 indossava sempre la mascherina, il 14.4% la indossava spesso, per un totale dell’85%, mentre solo il 3,9% non indossava mai la mascherina.

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Fonte: Affari Italiani

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.