Matteo Bassetti: “Sul Covid non bisogna terrorizzare”

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Ospite in Rai “Ore 14” il professor Bassetti conferma la sua posizione riguardo quella liberticida del mainstreaming nazionale che, personalmente definisco di regime; “Sul Covid non bisogna terrorizzare” afferma e conferma, tecnica che in sostanza è stata adottata fin adesso e, comunque, il fatto che si inizi a dar spazio a certe affermazioni nella televisione di stato, cosa fino a qualche mese addietro, impensabile, la dice lunga sulle azioni del governo a favore del terrorismo mediatico che, solamente adesso, dopo essersi trovato con le spalle al muro, spinto dalle continue e fallaci contraddizioni evidenziate dall’informazione libera che è da sempre in contro tendenza, permette democratiche, speriamo, libertà d’informazione!

Come dico sempre “MENO IRRUENZA, PIU’ INTELLIGENZA ed aggiungo TANTA PAZIENZA

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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