Non esiste altra via d’uscita se non quella del “vaccino”!

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Premettendo che sono contrario ad ogni obbligo sociale, che non me frega nulla di quello morale e, quindi del rispetto verso gli altri se questo non è paritetico, evenienza del tutto utopica, che parimenti non m’interessano argomentazioni di tipo religioso. Partendo dal presupposto che ogni idea a riguardo di questa pandemenza ha pari valore, che la scienza non è un dogma, che tutti, indistintamente, siamo “esseri ignoranti”, che considero le leggi, tutte le leggi, uno strumento per il controllo delle masse, ma delle quali non possiamo fare a meno, se non correndo il rischio di ritrovarsi  all’interno di una societa anarchica ed animalesca, che a questo proposito ho coscienza del fatot che l’Uomo è un animale da addomesticare – non a caso esiste l’obbligo scolstico… – , in tutti gli aspetti della sua vita, anche e soprattuto quando ha paura dello “sconosciuto” ed a provare questo sentimento, di notevole importanza, non sono solamente gli ignoranti, i lobotomizzati dai media; chi più e chi meno, sta soffrendo, qualcuno apaticamente, l’attuale società distopica e distopizzante. Premesso tutto questo, da sempre ho coscienza del fatto incontrovertibile che

la “società”, qualunque forma di “società” è “Obbligo”.

Non potrebbe esistere alcuna forma di società senza che questa sia regolata da “obblighi”, nati allo scopo di controllarne i membri attivi o passivi che la formano.
Leggi, regolamenti, doveri… tutto è “controllo”, tutto è “obbligo” e risulta quindi del tutto inutile combattere contro qualcosa che la società, ovvero la maggioranza dei suoi membri, ritiene corretto facendolo divenire, di fatto, un “dovere sociale” con il quale, in diritto, si intende, il dovere sentito come tale dalla società di appartenenza.

Esiste un altro dovere, ovvero quello “morale” e quest’ultimo è da intendersi come quel dovere di carattere etico che vincola il soggetto, qualunque soggetto. Gli obblighi sociali e morali – i doveri… –  possono, in particolari circostanze, acquistare rilevanza per il diritto ed essere assunti, appunto, quali obblighi. In giurisprudenza si ammette che al configurazione di  un’obbligo naturale solo se il dovere sia avvertito come tale dalla collettività, e non da un singolo individuo.

A questo proposito è da considerare l’ultimo rapporto CENSIS, dal quale risulta che la maggioranza degli italiani essendo favorevoli a diversi aspetti della società attuale, regolamentata dai DPCM, tra i quali l’obbligo dell’uso delle mascherine e la volontà espressa di inasprimento delle pene, al momento di tipo “pecuniario”, fino alla detenzione di chi non ne segue i dettami, mostra la chiarissima volontà di sottoporsi al vaccino COVID quale soluzione unica per uscire dalla pandemia ed è, quindi, facile comprendere che quel 60% chiesto dalle istituzioni per il raggiungimento dell’immunità di gregge, sia nei fatti, il numero necessario a che l’azione sociale si trasformi in “obbligo morale”, regolamentato, quindi dalle leggi.

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La contraddizione, a mio avviso palese, tra il concetto di obbligo derivante da un consenso maggioritario e quello, più logico, avvalorato da dimostrazioni scientifiche a riguardo, è comunque alla base di ogni società “democratica”. Se la maggioranza del popolo, infatti, esprime – con volontà – posizione favorevole verso il vaccino, questa trasformandosi in obbligo morale, fa divenire corretto, tanto eticamente quanto umanamente, vaccinarsi, prescindendo dal diritto di autodeterminazione?

Purtroppo si! In una società civile e progredita, o che voglia ritenersi tale, si!

D’altra parte, se per far valere i nostri diritti invochiamo con forza la legge, dobbiamo, per logica, agire rispettandola.

E la Costituzione?

Non entro nel merito, lascio che ciò venga fatto da chi ne ha le capacità, ma una cosa posso affermare e credo che tutti possano trovare dimostrazione di quanto a seguire, con una lettura veloce di ogni articolo che la compone.

Negli articoli che compongono la PARTE I ovvero quella dei DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI, è possibile trovare continui rimandi alla Legge (Es: secondo quanto previsto dalla legge… Salvo gli obblighi di legge… Con le garanzie stabilite dalla legge… La legge stabilisce… ecc… ecc…), ciò deve indurci a far nostro il semplice concetto che tutto  viene regolamentato dalle leggi, le quali non possono essere emanate se non in accordo della Costituzione stessa secondo altre leggi!

Semplice, vero? No! Non è così’ semplice. I padri costituenti hanno “serrato” la Costituzione in tal modo da garantire al popolo la libertà di cui abbisogna, ma anche per assicurare al legislatore la tranquillità di “legiferare” appunto, secondo le necessità del momento, di ogni momento, di emergenza o meno che sia.

In questo momento, mi dispiace per chi afferma il contrario, niente viene sancito, dal governo, che non rispetti la Costituzione stessa. La nostra sacrosanta voglia di libertà e la scaltrezza di qualche “nuovo” giornalettaro da strapazzo, induce a credere il contrario. Il punto cardine della questione è quell’obbligo sopra descritto che si realizzerà grazie alla volontà popolare e questa, amici miei, non la si può combattere. Se la maggioranza vuole vaccinarsi, tutti dovremo vaccinarci e, badate bene, non renderanno mai obbligatoria questa pratica, ma verranno create nuove leggi e regolamenti che nei fatti, la renderanno necessaria a tutto il popolo.

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Abbiamo tutti i diritti del mondo, il nostro è un paese libero, ma quei diritti li possiamo far valere “secondo legge” e mai, mai secondo quanto riteniamo giusto per noi stessi ed a decidere cosa sia giusto o meno è, purtroppo quella volontà mostrata dalla maggioranza del popolo.
Anche il “principio di autodeterminazione” ha valore nel rispetto della legge e non potrebbe essere altrimenti.

Nessuno di noi può, infatti, sostenere che una legge è sbagliata, immorale o non corretta, se non ideologicamente e ciò perchè quella “legge” è emanata dal quel “legislatore” da noi eletto – in virtù della costituzione e delle leggi – e non possiamo avvalorare questa tesi riferendoci ad altre leggi, dal momento che staremmo sostenendo implicitamente che il legislatore può commettere errori e se lo sta facendo, cosa elimina la possibilità che non lo abbia fatto anche in passato, rendendo scorretta anche quella legge a cui ci stiamo appellando?

Le recriminazioni a senso unico non conducono mai da nessuna parte, sappiatelo.

Per affermare che una legge è immorale, dobbiamo affermare che il sistema ne permette l’emanazione e che quindi tutti, nella storia, abbiamo consentito che ciò avvenisse. Nessuno è innocente, nessuno è colpevole e quindi?

Se non abbiamo certezze, se non abbiamo fiducia – totale – nell’operato del potere da noi costituito, non ci resta che appellarci alla volontà popolare, ma se questa si esprime contrariamente a quanto desideriamo, dobbiamo essere pronti ad accettare tacitamente?

Si! Questa è la democrazia, non ne esistono altre forme ed è in questa apparente illiberalità che esiste ed insiste la nostra libertà. Ognuno di noi cucina il proprio cibo, da sempre, affermare che, se insipido, la colpa è di qualcun altro è atteggiamento infantile e non restituisce sapore alla pietanza!

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Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.