Più DPCM, meno Legalità – Accade in Italia: l’assurdità ingiusta

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La produzione alluvionale di ordini amministrativi illegali (i DPCM, appunto…) sta lentamente diventando inversamente proporzionale alla condizione ineludibile percepita dai cittadini. L’iperproduzione accentua il senso di assurdità ingiusta. Prima o poi nessuno rispetterà più nulla e nemmeno le FF.OO saranno più motivate a far rispettare gli ordini.

Lentamente, si passa dalla originaria rabbia per il senso di ingiustizia, temperata dalla paura dell’ignoto minaccioso, all’attuale rassegnazione, all’indifferenza.

Il discrimine sarà il momento in cui la paura di un fatto dato per certo, dopo essere diventato sospetto, si trasformerà in dubbio. Sono i media mainstream che stanno pompando per allontanare questo momento. Sconfessate i media e tutto il castello di carte crollerà.

La magistratura si muoverà solo quando tutto sarà evidente. Non aspettatevi magistrati donchisciotte.

Fonte

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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