TACCIARE IL DISSENSO COME “NEGAZIONISMO”, CERTIFICA LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA E DELL’OCCIDENTE

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Una delle cose che più mi colpisce di questa fase storica, di questi orrendi dieci mesi (o giù di lì…), è come quei valori come la libertà di parola e la democrazia di cui spesso ci si riempie la bocca, siano quantomai in discussione ad opera degli stessi che li hanno cavalcati.
Io sulla narrazione covid-19 ho un’opinione che è nota a chiunque mi legga. E’ una grande truffa. La cosa può dispiacere a chi invece vi ha aderito nella convinzione di ricavarne un’osmotica ammissione all’olimpo dei saggi. Ma tant’è. Questo è ciò che penso.

Un sistema liberale, una democrazia sono tali quando consentono qualsiasi opinione, anche quella più estrema. Se i pericoli di una democrazia vengono dalle opinioni, il problema non sono le opinioni ma la società di cui quella democrazia è espressione. La sua tenuta non può essere garantita da nessun divieto. Non è vietando di esprimere dubbi sul covid-19, sull’olocausto, sull’effettiva natura nefasta e nefanda del fascismo che si salvaguarda la democrazia, anzi. E’ esattamene l’opposto. Se l’opinione corrente è che il covid-19 sia una grande truffa, delegittimando quell’opinione si sta semplicemente creando l’esercito di coloro che non potendola più esprimere liberamente, la faranno valere con la forza.

Bisogna rendersi conto che quando una società, attraverso l’informazione, non riesce più ad ottenere il consenso dei suoi consociati, il problema è e sarà sempre e solo di chi compone la classe dirigente che dirige i canali di informazione.
Il dato di fondo di quegli italiani che non credono più alle narrazioni ufficiali è tranquillamente comparabile a quello che accade quando si mente alla propria compagna di vita.
Chiunque abbia fatto questa esperienza, come mentitore o come ingannato, sa benissimo che quando una bugia viene scoperta, l’altro non si fida più. In quel momento, gli si può raccontare che il cielo è azzurro, lui penserà sempre che quello sia un complotto per non farglielo vedere di un altro colore.

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Il potere da decenni racconta bugie. Tutto è andato bene fin quando le cose andavano bene, l’economia funzionava e i media erano rigidamente detenuti da persone organiche al sistema. Ma con la bilateralità dei mezzi di comunicazione, è accaduto che si sono formati gruppi di condivisione che, contro il regolamento dei social – che vietano di aggiungere persone estranee ma in fin dei conti non possono certo verificare se davvero due o più persone si conoscano o meno – oggi rappresentano le avanguardie di dissidenza.
Oggi abbiamo le prove di ciò che fino a ieri era magari un qualunquistico pettegolezzo da bar. Sappiamo che il potere mente spudoratamente e che non si fa capace del fatto che sempre più persone evidenzino la nudità del re. E il “negazionismo”, che certamente a volte assume tratti grotteschi e altre volte è anch’esso passibile di eterodirezione da altri gruppi di potere, è l’inevitabile conseguenza. Ma non è niente che si possa combattere discriminando le opinioni. Se sempre più persone non credono più alle narrazioni ufficiali, tappando loro la bocca, con spocchia e sarcasmi, con violenza, si ottiene solo il risultato di esacerbare gli animi.

Non è la democrazia il problema. Sono le società occidentali che sono marcite sin dentro le fondamenta.
La democrazia e la libertà di parola sono vettori. Se la società è sporca, non è rompendo quei vettori che si ripulirà. Dobbiamo semplicemente prendere atto che l’Occidente ha fallito.
Sul resto poi si può discutere.

Fonte

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.
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