Tricolore bruciato a Cagliari

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Un gruppo di persone ha violato il coprifuoco per bruciare una bandiera tricolore sul Bastione Saint Remy, uno dei monumenti più famosi di Cagliari in segno di protesta contro le restrizioni del governo.

“Invitiamo sardi e sarde a ribellarsi contro le leggi ingiuste di questo governo”. È stato questo il messaggio inviato ieri a varie testate locali da un gruppo di persone che ieri ha violato il coprifuoco per bruciare una bandiera tricolore che avevano appena appesa sul Bastione Saint Remy, uno dei monumenti più famosi di Cagliari.

“Dobbiamo pretendere – si legge ancora nel testo di rivendicazione di questo particolare atto  – che gli investimenti siano fatti per la nostra salute e per tutti coloro che stanno soffrendo in questo momento difficile per la nostra terra. Dobbiamo pretendere di non essere trattati più come una colonia”. E infine: “Riprendiamo in mano le sorti della nostra Isola. A fora s’Italia dae sa Sardinnia”. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, ma gli autori del gesto, come scrive l’Unione Sarda, erano già fuggiti, mentre le telecamere della videosorveglianza non hanno ripreso nulla. Secondo alcune fonti de ilGiornale.it gli autori di questo gesto, al momento ancora ignoti, potrebbero far parte dei gruppi indipendentisti di sinistra del centro della Sardegna. Questo è solo l’ennesima dimostrazione di un malessere crescente e sempre più diffuso da Nord a Sud per il lockdown differenziato da Regione a Regione che entra in vigore da oggi. A Napoli, Milano, Firenze e Roma, la settimana scorsa, ci sono state delle proteste molto più veementi. Nel capoluogo partenopeo sono stati feriti anche due agenti, mentre nella Capitale hanno sfilato noti esponenti di Forza Nuova.

Il malcontento per le restrizioni, ora, si fa sempre più forte anche sulla Sardegna, una terra afflitta sia dalla crisi economica sia dalla diffusione del virus. L’Isola, al momento, rientra tra le Regioni in zona gialla e oggi ha registrato altri atri 425 nuovi casi di coronavirus di cui 224 rilevati attraverso attività di screening e 201 da sospetto diagnostico. Inoltre, vi sono state quattro vittime (253 in tutto). In totale sono stati eseguiti 289.502 tamponi con un incremento di 3.426 test. Sono invece 390 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (due in meno rispetto al dato di ieri), mentre è di 56 (+10) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 7.625. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 3.478 (+38) pazienti guariti, più altri 37 guariti clinicamente. Sono 11.837 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza.

Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.