Vi ricordate di questa donna?

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Si lamenta la Martina Benedetti, infermiera simbolo “Covidde”.  Da semplice infermierina a Testimonial di una grande casa di gioielli (DoDo), madrina di diversi eventi, ha scritto un libro, ovviamente sul Covid e si è sposata durante l’estate con successivo viaggio di nozze in Giappone. Tu guarda cosa può fare il virus eh? Lei trae vantaggi da una malattia mediatica ed ipocritamente si dispera…
Evidentemente ha ancora bisogno di risalire alla ribalta del triste spettacolo di questa pandemenza mediatica. Che siano i suoi sponsor a pretenderlo o, forse, ha speso troppo?

“Prima considerati eroi, ora c’è chi ci chiama assassini. Dopo turni massacranti, ti fa male”

Il racconto ai Lunatici di Radio 2 di Martina Benedetti, una delle infermiere simbolo della prima ondata Covid.

Martina Benedetti è una delle infermiere che nella prima ondata di Covid in Italia divenne un simbolo grazie a una foto pubblicata sui social in cui mostrava i segni lasciati sul viso dalle protezioni anti contagio. Ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, racconta come sia cambiato l’atteggiamento riservato dagli utenti agli infermieri sui social, passati da “eroi” ad “assassini”. 

“Lavoro in Toscana, in un reparto Covid, in una terapia intensiva”, racconta Martina, “Siamo diventati covid free in estate, purtroppo in questo ultimo periodo seguendo il trend nazionale siamo ripiombati nell’incubo covid. Almeno nella mia realtà, rispetto alla prima ondata, quando eravamo sprovvisti di mezzi di protezione individuale, riusciamo a proteggerci”.

A cambiare è stato anche l’atteggiamento della gente nei confronti dei sanitaril racconta: “Questa seconda ondata è ancora più difficile. Nella prima, non volendo, venivamo quasi celebrati come eroi, con i canti e gli applausi dai balconi, adesso succede che durante il periodo estivo abbiamo visto vari fenomeni aberranti, come i negazionisti o i no mask, movimenti fomentati anche da un giornalismo di bassa lega. Varie categorie di persone se la sono presa con noi. Da eroi per qualcuno siamo diventati assassini. Sono questi gli insulti che riceviamo sui social. Oppure ci scrivono ‘assicurati’, quelli con lo stipendio statale, che devono stare zitti. Io e i miei colleghi siamo rimasti basiti, dopo tutto l’impegno che abbiamo messo a marzo e aprile e stiamo mettendo ora. Ti fai un turno massacrante in terapia intensiva, esci fuori e leggi certi commenti sui social, ti fa male”.

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Non sono i messaggi però a preoccupare principalmente l’infermiera: “Mi dà noia la situazione generale, molti cittadini non hanno capito bene la situazione, sono stati gli stessi specialisti a minimizzare nei mesi scorsi, a creare una sorta di circo mediatico. Tutti questi scontri anche tra specialisti, tra virologi, che a mio parere sono assurdi. In reparto ne parliamo avviliti, ma spesso non c’è neanche tempo per stare dietro a tutte le dinamiche, il nostro obiettivo nell’immediato è di far star meglio il paziente che accede, non abbiamo nemmeno tempo per certe cose. Chi è in corsia tutti i giorni non apprezza chi minimizza, ma chi è realista e consapevole. La realtà in questo momento è drammatica. Dal punto di vista clinico sono stati fatti dei passi in avanti, i nostri medici hanno capito delle cose, la malattia viene curata in modo più efficace. Ma rimane il problema di posti letto. Più della letalità del virus, quello che le persone che non capiscono, è la capacità di tenuta del sistema sanitario il problema”.

Fonte

Aggiornamento del 16 Novembre 2020

L’infermiera del Red Carpet di Venezia si chiama Alessia Bonari ed è diventata una modella, (la loro somiglianza e spettacolare…), mentre Martina Benedetti, soggetto del post ha scritto un libro, insieme alla crimonologa Anna Vagli (Non siamo pronti) ed è diventata testimonial di Dodo, una nota casa di Gioielli che ha lanciato una campagna pro-Covid.
Entrambe hanno ottenuto vantaggi economici e notorietà dalla pandemia.
E’ facile cadere nell’errore, infatti se si fa una ricerca in Google, ottenuto il risultato, tra l’altro, ripeto, le due si somigliano parecchio, sarà difficile districarsi tra immagini e notizie e comprendere chi delle due è quella del red carpet e chi ha scritto il libro!
Da notare che esiste anche una Martina Benedetti scrittrice di successo, il che rende tutto ancora più misterioso.
Forse sono la stessa persona? Non saprei proprio, in ogni caso ho già scritto il post e me ne assumo la responsabilità!
Valerio Villari

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Petruzzu vi ricorda che nella Costituzione Italiana sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (art.14) che è "inviolabile" come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione alla libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziara (Art.13). Ogni cittadino può circolare libero all'interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art.17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art.20). Diritto inviolabile è l'espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21. Secondo l'Articolo 32 della Costituzione, nesssuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc...) se non è previsto dalla legge, non dai DPCM o dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convizioni religiose o sociali. L'obiezione di coscienza è un diritto. Un governo democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d'opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il parlamento.